Recensione Film #Giffoni2018: I Kill Giants

 

 

VED Tv – News – SPECIALE GIFFONI FILM FESTIVAL 2018

 

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Il film "I Kill Giants" (USA- UK - Belgio, 2017) del regista danese Anders Walter  approda in lingua originale al Giffoni Film Festival 2018 e viene proposto ai giurati di Generator +13 nell'affollata Sala Truffaut.

Si ispira all'omonimo grafic novel  pubblicato in sette numeri tra il 2008 e il 2009, scritto da Joe Kelly e disegnato da J. M. Ken Niimura. Lo stesso Kelly ha voluto curare la sceneggiatura del film per garantire continuità alla storia e soprattutto al personaggio della protagonista, Barbara Thorson - interpretata da Madison Wolfe -, una ragazzina che frequenta la quinta elementare ed è ossessionata dai giochi di ruolo come Dungeons & Dragons. Il titolo suggerisce la battaglia che Barbara ha intenzione di combattere: grazie alle sue trappole e al  "martello Coveleski", di cui è l'unica custode, si prepara ad affrontare una volta e per tutte i micidiali giganti che minacciano di distruggere la città di Oyster Bay, a Long Island, dove vive con i fratelli più grandi. Barbara è la cosiddetta "nerd", non tanto per l'uso delle tecnologie, che anzi ama sostituire coltivando l'arte del riciclo e della costruzione in proprio di trappole e strumenti da guerra, ma perché ha una inesistente propensione per la socializzazione, il che da un lato le impedisce di avere amici e dall'altro la espone all'aggressione delle bulle della scuola.

Ma il mondo di Barbara non è vuoto, al contrario è infaticabilmente impegnato nella preparazione dell'"attacco finale" che lei cura nei minimi particolari e in più luoghi: la spiaggia, la stazione dei vecchi treni....il piano di sopra della sua casa, dove lei non si reca mai poiché ha avuto modo di avvertire "presenze mostruose" che la chiamano e, se possibile, la spaventano a morte. Tutti i personaggi che hanno a che fare con lei in qualche modo si danno il compito di riportarla alla realtà di tutti i giorni, quella che si può definire "normale" e che invece lei stessa deforma grazie anche ad oggetti che, come un originale binocolo, sono fatti di vetri sfaccettati e deformanti, che l'aiutano a stravolgere ciò che guarda. La sorella maggiore tenta con grandissimo sforzo di occuparsi dei due fratelli minori e di avere una vita lavorativa indispensabile per andare avanti; la piccola Sophia, che si è trasferita dall'Inghilterra, diventa la sua unica amica poiché non è particolarmente spaventata dalle storie di giganti e mostri dei boschi; la bulla Taylor, nei confronti della quale Barbara non abbassa mai la testa poiché le sembrano nulla le sue angherie rispetto alla battaglia che si appresta a combattere; infine la Signora Molle, interpretata dall'attrice Zoe Saldana, la psicologa della scuola che segue Barbara nel tentativo di aiutarla a superare le difficoltà della vita familiare e sociale in genere.

E lentamente il film scorre dalla riva della fantasia a quella opposta della realtà, i cui giganti, rappresentati con gli effetti speciali del Kolossal hollywoodiano, ossessionano la protagonista in una delle fasi più delicate del passaggio dall'infanzia all'adolescenza, dove, in assenza di certezze o di affetto, viene naturale costruirsi un altrove nel quale rifugiarsi e sopravvivere. I giganti sono le paure, le domande senza risposta, gli abbracci non stretti e i baci non dati, i regali non ricevuti e non donati, i sorrisi mancati e le lacrime ingoiate, ma anche i sogni e le speranze mancate. Ma Barbara combatte ed è disposta a tutto, a sacrificare la sua stessa vita pur di abbattere i giganti, e la vita la mette in crisi e alla prova: l'amica si allontana, la bulla la picchia ferocemente, l'uragano travolge la sua spiaggia e lei stessa è trascinata in un abisso dal quale può uscire solo se lo vuole. E lei ormai lo vuole perché comincia a non sentirsi sola: Sophia le è accanto e riconosce i suoi giganti; la signora Molle, da lei picchiata, le dà un'altra possibilità, la sorella maggiore le dimostra che si può resistere alla disperazione e il "martello Coveleski" non la tradirà nel momento più opportuno.

Su tutto domina il "gigante del piano di sopra", la malattia di sua madre che Barbara non vuole e non può accettare, ma che la sua stessa lotta e le persone amiche l'aiuteranno ad affrontare e a vincere. La morte non può nulla se è  il gigante a morire dentro di lei e a lasciarle persino la speranza e la voglia di sopravvivere a sua madre, alla morte innaturale di chi l'ha generata.

 

In sala un silenzio attento di ragazzi che solitamente fanno chiasso durante spettacoli e proiezioni scolastiche. A volte qualche applauso a ragione o a torto, comunque segno di una partecipazione emotiva forte e stressante. Accanto a me mio figlio, attento e partecipe: anche lui ha combattuto lo stesso gigante. E ha vinto.

 

@Giuliana Del Pozzo 

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