AIRC, IN PIAZZA CONTRO IL CANCRO

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VIDEO: AZALEA DELLA RICERCA 13 MAGGIO 2018

 

 

AIRC

con il COMITATO CAMPANIA 

AIRC, IN PIAZZA CONTRO IL CANCRO

Un fiore per combattere il tumore del seno, che colpisce una donna su otto. I volontari della Fondazione Airc sono tornati nelle piazze italiane in occasione della festa della mamma. L'azalea è diventata il fiore simbolo della battaglia contro i tumori femminili: servono a finanziare la ricerca. A fronte di una donazione simbolica, insieme a ogni piantina, viene consegnata anche una guida con informazioni sui progressi della ricerca, commenti degli esperti, indicazioni sull'importanza di adottare abitudini e comportamenti salutari, perché la prevenzione può salvare la vita.
La ricerca e le statistiche offrono dei numeri incoraggianti e la speranza di vita è di gran lunga superiore oggi.

A Napoli stand in piazza del Gesù, piazza Europa, piazza Amedeo, piazza degli Artisti, piazza San Luigi, San Pasquale, piazza San Vitale, Santa Caterina a Chiaia, Trieste e Trento, piazza Vanvitelli, piazza Aprea (Ponticelli), piazzetta Arenella, Chiesa Montevergine in via Epomeo, via Petrarca, via Luca Giordano, all’istituto Pascale e viale Colli Aminei.
Airc, con un impegno straordinario, finanzia progetti di ricerca, tra cui quello riguardante il tumore alla mammella con un nuovo approccio farmacologico, come quella che sta portando avanti il medico oncologo Luigi Formisano dell'Università Federico II di Napoli, che dopo essersi specializzato a Napoli in oncologia è stato negli Stati Uniti come ricercatore per cinque anni dedicandosi in particolare ad un progetto di ricerca "My first Airc Grant",  che aiuta i giovani sotto i 40 anni ad avere i finanziamenti per avviare progetti di ricerca e grazie ad Airc ha potuto dedicarsi non solo all'aspetto chimico, attivando, con un'èquipe, un laboratorio sperimentale di ricerca partito nel 2019  e finanziato per i prossimi 5 anni.

Il cancro al seno è il più diffuso, con circa 52.300 nuove diagnosi. È però anche il tumore per il quale, negli ultimi due decenni, la ricerca ha ottenuto i migliori risultati, portando la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi a crescere fino all’87%. Un "progresso costante, un traguardo importante che però non può bastare. Ci sono infatti ancora tante pazienti che aspettano risposte per alcune delle forme più aggressive", spiegano i referenti Airc. Fra queste, il tumore al seno triplo negativo, che colpisce soprattutto in giovane età e contro il quale non sono disponibili terapie mirate, e il carcinoma mammario metastatico, che dalla sede primaria si è diffuso in altri organi.
I tumori ginecologici interessano circa 16.000 pazienti. Per i tumori dell’endometrio e della cervice uterina la sopravvivenza a cinque anni ha registrato una crescita costante, arrivando rispettivamente al 77% e al 74%. Più complessa invece la situazione per il tumore dell’ovaio che risulta difficile da diagnosticare precocemente e spesso presenta un alto tasso di recidiva e di resistenza ai farmaci. Per superare questi problemi i ricercatori Airc stanno sperimentando nuove combinazioni terapeutiche per ridurre la resistenza ai farmaci. Inoltre stanno focalizzando la loro attenzione anche sull’immunoterapia, in modo da individuare nuovi farmaci capaci di stimolare le risposte immunitarie delle pazienti.

AIRC: Dal 1965 con coraggio, contro il cancro

Da oltre cinquant’anni AIRC sostiene progetti scientifici innovativi grazie a una raccolta fondi trasparente e costante, diffonde l’informazione scientifica, promuove la cultura della prevenzione nelle case, nelle piazze e nelle scuole. Oggi conta su 4 milioni e mezzo di sostenitori, 20mila volontari e 17 comitati regionali che garantiscono a circa 5.000 ricercatori - 63% donne e 54% ‘under 40’ - le risorse necessarie per portare nel più breve tempo possibile i risultati dal laboratorio al paziente. Dalla fondazione a oggi AIRC ha distribuito oltre 1 miliardo e trecento milioni di euro per il finanziamento della ricerca oncologica (dati attualizzati e aggiornati al 1 gennaio 2018). Informazioni e approfondimenti su airc.it

Sarà la nostra generazione a sconfiggere il cancro? I ricercatori stanno mettendoci il massimo impegno, ma questa sfida può essere affrontata solo con l’aiuto di tutti. La ricerca non è mai stata così vicina a traguardi importanti, ma è indispensabile proseguire senza soste. Ora abbiamo bisogno di tutte le forze.

I volontari AIRC colorano d’arancio 3.000 piazze e circa 1.000 scuole,  appuntamentI per sostenere il lavoro di circa 5.000 ricercatori e promuovere comportamenti e abitudini salutari per ridurre il rischio di cancro.

Raccolta fondi insieme ai suoi 20 mila volontari, impegnati in 3.000 piazze

La battaglia contro il cancro acquisisce ogni giorno nuovi strumenti grazie ai progressi della ricerca, ma è sempre più riconosciuta l’importanza dei comportamenti e delle abitudini individuali. Il fumo è il fattore di rischio evitabile che più incide sulla salute: in Italia una persona su quattro fuma, l’85-90% dei tumori polmonari è causato dalla sigaretta, che risulta essere anche all‘origine di molti altri tumori. Fra questi, quelli che colpiscono bocca, faringe, laringe, esofago, stomaco, intestino, pancreas, fegato, cervice uterina, ovaio, reni e sangue. Per ridurre il rischio di ammalarsi di cancro l’indicazione è non fumare o smettere subito nel caso si sia già iniziato.

Anche il cibo che consumiamo può diventare un alleato per la prevenzione, se insieme riduciamo altri fattori di rischio come la sedentarietà e l’obesità. Alcuni tipi di tumore – quelli che interessano esofago, stomaco e intestino – sono più sensibili agli effetti dell’alimentazione. La conferma viene da grandi studi internazionali come EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) che per oltre vent’anni ha osservato le abitudini alimentari dei cittadini europei. Un’alimentazione salutare da sola però non basta. È importante associare a una dieta varia ed equilibrata un’attività fisica regolare – almeno 30 minuti di camminata al giorno – che contribuisce a diminuire il rischio di tumore al colon e all’endometrio, oltre a influire sulla prevenzione del cancro al seno.

“Diversi studi scientifici dimostrano che l’attività fisica riduce il rischio di insorgenza di numerose condizioni patologiche, migliora i livelli di glicemia nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 e costituisce un fattore protettivo contro alcuni tumori – spiega Antonio Moschetta, ricercatore AIRC dell’Università di Bari – Uno studio i cui risultati sono pubblicati sulla rivista “Lancet” ha stimato l’effetto dell’inattività fisica sulle principali patologie non trasmissibili: con un po’ di attività fisica si potrebbe prevenire il 6% circa delle malattie cardiovascolari, il 7% dei casi di diabete di tipo 2, il 10% dei tumori al seno e il 10% dei cancri del colon. Investire in comportamenti salutari - niente fumo, alimentazione equilibrata ed esercizio fisico regolare - potrebbe rappresentare il segreto per ammalarsi un po’ meno, avere una vita lunga e un invecchiamento migliore”.

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