Un’esperienza percettiva e cinematografica in cui gli studenti ascoltano un film ad occhi chiusi, trasformando il suono in immagini interiori e scoprendo il potere dell’immaginazione nel linguaggio audiovisivo.
Nel terzo episodio della serie documentaria del Laboratorio Cinematografico “CLICK, SI GIRA!”, del Liceo Statale “Elio Vittorini” di Napoli entra in una delle esperienze più particolari e percettive del percorso: la deprivazione visiva applicata al linguaggio cinematografico.
All’interno del laboratorio promosso dall’Associazione Culturale VED e guidato dal filmmaker Francesco Giordano insieme alla sceneggiatrice Giuliana Del Pozzo e dalla prof.ssa Rosaria Montecuollo, docente della classe coinvolta nel progetto, gli studenti vengono invitati ad ascoltare una sequenza filmica ad occhi chiusi, lasciando che siano soltanto i suoni, le voci, i rumori e i silenzi a costruire immagini mentali.
Lo schermo scompare, ma il cinema continua ad esistere.
Ogni partecipante immagina luoghi, movimenti, volti e atmosfere differenti, trasformandosi per alcuni minuti in regista del proprio sguardo interiore. Solo successivamente le immagini reali vengono mostrate, aprendo un confronto tra il film immaginato e quello effettivamente realizzato.
L’esperimento permette agli studenti di comprendere quanto il suono, il ritmo e la percezione influenzino profondamente il modo di vedere un’opera audiovisiva, sviluppando consapevolezza narrativa e sensibilità cinematografica.
Anche questo fa parte del metodo del Video d’Equipe sviluppato da Francesco Giordano nell’ambito delle attività dell’Associazione Culturale VED: un approccio che considera il cinema non soltanto come tecnica, ma come esperienza percettiva, relazionale e creativa.
Attraverso immagini di backstage, momenti di ascolto e frammenti del lavoro in aula, il terzo episodio continua così il racconto del percorso che sta portando gli studenti alla realizzazione del cortometraggio originale “Accordi Stonati”.
👉 Nel prossimo episodio: il lavoro sulla recitazione e le prove ispirate al Metodo Meisner.













